Sito o solo social? Cosa serve davvero a una piccola attività

È la domanda che torna più spesso, di solito posta così: "ho già la pagina Instagram, il sito mi serve davvero?". La risposta breve è che servono a due momenti diversi, e capire quali sono evita di sprecare mesi sul canale sbagliato.
Due situazioni, due strumenti
Ci sono persone che ti stanno cercando adesso. Hanno un problema, sanno più o meno cosa gli serve, e scrivono su Google. In quel momento non devi convincerle di niente: devi esserci.
E ci sono persone che non ti stanno cercando. Stanno scorrendo il telefono la sera, non hanno nessun problema da risolvere, e tu compari fra un video e la foto di un amico. Lì non puoi chiedere di comprare: puoi solo dare un motivo per fermarsi e farti ricordare.
I social servono la seconda situazione. La ricerca e la mappa servono la prima. Non è una gara fra i due, è una divisione di compiti.
Cosa fanno bene i social
Fanno conoscere a chi non ti conosceva. Fanno vedere come lavori, e per certi mestieri questo vale più di qualsiasi descrizione: parrucchieri, estetiste, pasticcerie, fioristi, carrozzieri, chiunque abbia un prima e un dopo da mostrare.
Tengono anche il rapporto caldo con chi è già cliente, che è la cosa che si sottovaluta di più.
Hanno due limiti da conoscere. Il primo è che il pubblico non è tuo: la piattaforma decide chi vede cosa, cambia le regole quando vuole, e il profilo può essere bloccato per un errore. Il secondo è che vivono di ritmo. Un profilo pubblicato tre volte a settimana lavora; uno aggiornato quando capita è quasi come non averlo, e comunica una cosa sgradevole a chi ci capita: che forse hai chiuso.
Cosa fa bene un sito
Il sito lavora quando la persona sta decidendo. Ha già capito che le serve un idraulico, un commercialista, un fabbro, e sta confrontando due o tre nomi. In quel momento vuole risposte, non contenuti: cosa fai esattamente, quanto costa più o meno, dove sei, quando sei aperto, come ti contatta, e se qualcun altro si è trovato bene.
È anche l'unico spazio che controlli davvero. Nessuno può cambiarti le regole né chiuderti la pagina, e le informazioni le decidi tu.
E c'è la parte che riguarda Google: un sito ti fa comparire nelle ricerche che la scheda dell'attività non copre, quelle in cui la gente cerca un servizio o una risposta invece del nome di un negozio.
Cosa succede se ne hai solo uno
Solo social: sei visibile a chi ti segue e a chi passa di lì, e invisibile a chi ha bisogno di te proprio oggi e cerca su Google. Perdi la parte di clienti più facile, quella già decisa a comprare.
Solo sito, senza scheda Google curata e senza nessun canale dove farti vedere: ti trova chi già sa che esisti. Non conosci nessuno di nuovo.
Nessuno dei due scenari è un disastro. Sono metà campo ciascuno.
Da dove partire se il tempo è poco
Se devi scegliere l'ordine, questo funziona quasi sempre.
- Prima la scheda Google, completa e con qualche recensione recente. È gratis, e intercetta chi ti sta già cercando.
- Poi una manciata di pagine che rispondano alle domande di chi ti sta valutando, collegate alla scheda.
- Poi un canale social solo, curato con una frequenza che riesci a mantenere davvero, anche nella settimana peggiore.
L'ordine non è casuale: le prime due cose lavorano anche i mesi in cui non pubblichi niente, la terza no.
In breve
I social ti fanno conoscere da chi non ti cercava. Il sito e la scheda ti fanno scegliere da chi ti sta cercando. Se hai tempo per una cosa sola, parti da quella che lavora anche quando tu sei in negozio a lavorare.
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Se preferisci non occupartene tu, guarda come lo gestiamo noi e le condizioni di servizio.