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Quanto costa un sito per una piccola attività

Guida pratica · 7 min di lettura
Sito di un'attività locale visto da smartphone

Chiedere quanto costa un sito è come chiedere quanto costa un'auto. Le risposte oneste vanno da poche centinaia di euro a diverse migliaia, e la differenza non è quasi mai la bravura di chi lo fa: è cosa c'è dentro il preventivo. Vale la pena smontarlo, perché è l'unico modo per confrontare due offerte che sembrano lontanissime.

Le voci che compongono il costo

Un sito, qualunque sito, è la somma di cinque cose diverse, che spesso finiscono in un'unica riga di preventivo.

Le tre strade più comuni

Il fai da te con una piattaforma. Costa poco in denaro e parecchio in tempo tuo. Funziona se hai pazienza e un'ora ogni tanto. Il rischio non è che venga brutto: è che si fermi al settanta per cento e resti lì, con la pagina contatti da finire, per due anni.

Il preventivo una tantum. Paghi una cifra all'inizio e il sito è fatto. È la strada giusta se hai in casa qualcuno che poi ci mette mano. Il problema tipico arriva dopo sei mesi, quando devi cambiare gli orari o aggiungere un servizio: chi te l'ha fatto è passato ad altro, ogni modifica diventa una piccola trattativa, e alla fine il sito resta com'era. Un sito fermo a tre anni fa fa più danno che nessun sito, perché comunica che l'attività è ferma.

Il canone mensile. Non paghi il sito: paghi il fatto che esista, funzioni e resti aggiornato. Costa di più sulla distanza lunga se il sito non lo tocchi mai. Costa meno, e soprattutto funziona, se hai bisogno che qualcuno se ne occupi al posto tuo.

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Perché noi lavoriamo a canone

Per una ragione pratica. Nelle piccole attività il sito non muore il giorno in cui viene pubblicato: muore sei mesi dopo, quando cambia un orario e nessuno lo aggiorna. Il canone esiste per risolvere quel problema, non per rateizzare un preventivo.

Nel nostro caso il canone comprende il sito fino a cinque pagine, il dominio, lo spazio, il certificato, gli aggiornamenti dei contenuti e l'assistenza. Non comprende le funzioni che elaborano qualcosa per chi naviga, tipo calcolatori, preventivatori, prenotazioni o aree riservate: quelle sono lavori a sé e si quotano a parte. Tutto è scritto nelle condizioni di servizio, comprese le cose che di solito nessuno dice prima: non c'è vincolo di durata, il dominio si può riscattare quando si vuole pagando 59 euro più IVA, alla disdetta il sito viene cancellato, e chi resta almeno dodici mesi dal tredicesimo riceve una copia del sito com'era al compimento del primo anno.

Le domande da fare a chiunque ti faccia un preventivo

Indipendentemente da chi scegli, queste cinque domande evitano quasi tutte le sorprese.

Un preventivo che risponde chiaramente a tutte e cinque è confrontabile con un altro. Uno che ne salta tre non è un preventivo più economico: è un preventivo incompleto.

In breve

Il prezzo di un sito dipende da quante di quelle cinque voci sono comprese e da chi se ne occupa dopo. Prima di guardare la cifra, guarda cosa succede al sito fra sei mesi: è lì che si vede quanto è costato davvero.

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Se preferisci non occupartene tu, guarda come lo gestiamo noi e le condizioni di servizio.