Quanto costa un sito per una piccola attività

Chiedere quanto costa un sito è come chiedere quanto costa un'auto. Le risposte oneste vanno da poche centinaia di euro a diverse migliaia, e la differenza non è quasi mai la bravura di chi lo fa: è cosa c'è dentro il preventivo. Vale la pena smontarlo, perché è l'unico modo per confrontare due offerte che sembrano lontanissime.
Le voci che compongono il costo
Un sito, qualunque sito, è la somma di cinque cose diverse, che spesso finiscono in un'unica riga di preventivo.
- Il dominio. L'indirizzo, tipo nomeattività.it. Si paga ogni anno, cifre contenute, e va rinnovato: se scade, il sito sparisce.
- Lo spazio dove vive il sito. L'hosting, anche questo annuale, insieme al certificato di sicurezza che fa comparire il lucchetto.
- Il progetto e la realizzazione. La parte grossa la prima volta: struttura, grafica, scrittura dei testi, sistemazione delle foto, messa online.
- I contenuti. Testi e fotografie. Se non li fornisci tu, qualcuno deve produrli, e quel qualcuno costa.
- La manutenzione. Aggiornamenti, modifiche, controlli. È la voce che quasi nessuno mette nel preventivo e che poi torna sotto forma di problemi.
Le tre strade più comuni
Il fai da te con una piattaforma. Costa poco in denaro e parecchio in tempo tuo. Funziona se hai pazienza e un'ora ogni tanto. Il rischio non è che venga brutto: è che si fermi al settanta per cento e resti lì, con la pagina contatti da finire, per due anni.
Il preventivo una tantum. Paghi una cifra all'inizio e il sito è fatto. È la strada giusta se hai in casa qualcuno che poi ci mette mano. Il problema tipico arriva dopo sei mesi, quando devi cambiare gli orari o aggiungere un servizio: chi te l'ha fatto è passato ad altro, ogni modifica diventa una piccola trattativa, e alla fine il sito resta com'era. Un sito fermo a tre anni fa fa più danno che nessun sito, perché comunica che l'attività è ferma.
Il canone mensile. Non paghi il sito: paghi il fatto che esista, funzioni e resti aggiornato. Costa di più sulla distanza lunga se il sito non lo tocchi mai. Costa meno, e soprattutto funziona, se hai bisogno che qualcuno se ne occupi al posto tuo.
Perché noi lavoriamo a canone
Per una ragione pratica. Nelle piccole attività il sito non muore il giorno in cui viene pubblicato: muore sei mesi dopo, quando cambia un orario e nessuno lo aggiorna. Il canone esiste per risolvere quel problema, non per rateizzare un preventivo.
Nel nostro caso il canone comprende il sito fino a cinque pagine, il dominio, lo spazio, il certificato, gli aggiornamenti dei contenuti e l'assistenza. Non comprende le funzioni che elaborano qualcosa per chi naviga, tipo calcolatori, preventivatori, prenotazioni o aree riservate: quelle sono lavori a sé e si quotano a parte. Tutto è scritto nelle condizioni di servizio, comprese le cose che di solito nessuno dice prima: non c'è vincolo di durata, il dominio si può riscattare quando si vuole pagando 59 euro più IVA, alla disdetta il sito viene cancellato, e chi resta almeno dodici mesi dal tredicesimo riceve una copia del sito com'era al compimento del primo anno.
Le domande da fare a chiunque ti faccia un preventivo
Indipendentemente da chi scegli, queste cinque domande evitano quasi tutte le sorprese.
- Il dominio a nome di chi viene registrato, e posso portarlo via?
- Dopo la consegna, chi aggiorna i contenuti e quanto costa una modifica?
- Hosting e certificato sono compresi, e per quanto tempo?
- I testi e le foto li fornisco io o li fate voi? Se li fate voi, sono compresi?
- Se un domani cambio fornitore, cosa mi porto dietro?
Un preventivo che risponde chiaramente a tutte e cinque è confrontabile con un altro. Uno che ne salta tre non è un preventivo più economico: è un preventivo incompleto.
In breve
Il prezzo di un sito dipende da quante di quelle cinque voci sono comprese e da chi se ne occupa dopo. Prima di guardare la cifra, guarda cosa succede al sito fra sei mesi: è lì che si vede quanto è costato davvero.
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Se preferisci non occupartene tu, guarda come lo gestiamo noi e le condizioni di servizio.