Perché la tua attività non compare su Google

Capita spesso: cerchi il nome della tua attività sul telefono e non esci. Oppure esci, ma solo scrivendo il nome esatto, mentre chi cerca il servizio che offri trova sempre gli altri. Non è sfortuna e quasi mai è colpa di un algoritmo che ce l'ha con te. Nella grande maggioranza dei casi la causa è una di queste sei, e si controllano tutte in un pomeriggio.
1. La scheda non esiste, o non è verificata
La scheda dell'attività su Google è quel riquadro con nome, foto, orari e stelle che compare a destra o sulla mappa. Se non ce l'hai, per Google la tua attività è un indirizzo come tanti.
Attenzione a un caso che confonde parecchie persone: la scheda può esistere anche se non l'hai mai creata tu, perché Google la genera da fonti pubbliche o perché l'ha aggiunta un cliente. In quel caso esiste ma non è tua finché non la rivendichi e la verifichi. Finché resta non verificata, non puoi correggere niente e i dati che compaiono sono quelli che Google ha trovato in giro.
2. La categoria è sbagliata
È l'errore più costoso di tutti, e il più facile da fare. La categoria principale dice a Google per quali ricerche mostrarti. Una pizzeria registrata come "Ristorante" partecipa alle ricerche sbagliate e resta fuori da quelle giuste.
La regola è scegliere la categoria che descrive cosa fai davvero, non quella più larga che ti sembra più elegante. Le categorie secondarie servono per il resto: puoi aggiungerle, ma la principale è quella che pesa.
3. Il profilo è incompleto
Orari mancanti, nessun sito collegato, niente descrizione, zero servizi elencati, tre foto caricate nel 2021. Un profilo così Google lo mostra meno, perché ha poco da mostrare e nessun segnale che l'attività sia ancora aperta.
Le voci che contano di più sono orari completi (feste comprese), telefono, sito, descrizione, elenco dei servizi o dei prodotti, e attributi come parcheggio, accessibilità o spazio all'aperto. Sono venti minuti di lavoro e cambiano la partita più di qualsiasi trucco.
4. Le recensioni sono poche, vecchie o senza risposta
Le recensioni pesano due volte. Contano per Google, che le legge come segnale di attività reale, e contano per la persona che sta scegliendo fra te e un altro a trecento metri.
Quello che conta non è solo il voto medio: contano quante sono e quanto sono recenti. Dieci recensioni dell'anno scorso valgono meno di tre di questo mese. E rispondere, anche solo con due righe, è uno dei pochi segnali che dai al profilo senza spendere niente.
5. La distanza gioca contro di te (e non si cambia)
Google mostra i risultati vicini a chi cerca. Se il tuo laboratorio è in periferia e la gente cerca dal centro, vedrà prima chi sta in centro. Questo non lo puoi cambiare, ed è giusto sapere che una parte della partita è chiusa in partenza.
Vale però anche per i tuoi concorrenti: nel raggio di pochi chilometri la gara è solo fra voi, e lì si vince sugli altri fattori. È il motivo per cui vale la pena curare quello che dipende da te invece di inseguire ricerche che non ti riguardano.
6. Stai cercando in un modo che falsa il risultato
Cercare il proprio nome dal proprio telefono, in negozio, non dice niente. Google conosce la tua posizione e la tua cronologia, e ti mostra quello che si aspetta tu voglia vedere. Il risultato è quasi sempre più bello della realtà.
Per farti un'idea onesta chiedi a qualcuno che sta in un altro quartiere di cercare il servizio, non il nome. Digitando quello che digiterebbe un cliente che non ti conosce: "elettricista" più il nome del paese, "parrucchiere ricci", "gommista aperto adesso". Quello che vede lui è la tua posizione vera.
Il sito c'entra?
C'entra, ma non come pensano in molti. Il sito non ti fa comparire per magia sulla mappa: la mappa la governa la scheda. Il sito serve a due cose. Dà a Google informazioni coerenti e verificabili su chi sei e cosa fai, e ti fa comparire nelle ricerche che la scheda non copre, quelle in cui la gente cerca un servizio o una risposta invece del nome di un'attività.
Chi ha solo la scheda copre metà del campo. Chi ha solo il sito ne copre un'altra metà. I due insieme si tengono, e per questo li facciamo lavorare in coppia.
In breve
Prima di pensare alla pubblicità, controlla la scheda: verificata, categoria giusta, informazioni complete, recensioni recenti a cui rispondi. Poi fai cercare il servizio a qualcuno che sta in un'altra zona. Nove volte su dieci il problema è in questa lista, e non costa niente sistemarlo.
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