Il dominio giusto per la tua attività: il tuo nome o le parole che la gente cerca?

Il dominio è l'indirizzo del sito, quello che scrivi sul biglietto da visita e che detti al telefono. Si sceglie una volta e poi ci si vive per anni, quindi vale la pena pensarci dieci minuti prima di registrarlo.
La domanda che arriva più spesso è questa. Una carrozzeria di Livorno che si chiama Carrozzeria Rossi deve prendere carrozzeriarossi.it oppure carrozzerialivorno.it? Vediamo pro e contro di tutte e due, poi le altre scelte che vengono dopo.
Il dominio con il tuo nome: carrozzeriarossi.it
È il dominio che coincide con l'insegna. Chi ti conosce già lo indovina senza cercarlo, e chi lo sente al telefono lo scrive giusto al primo colpo.
I pro.
- Resta valido se ti sposti, se apri una seconda sede, se allarghi i servizi. Il nome viaggia con te.
- Tutto quello che costruisci negli anni, recensioni comprese, finisce sullo stesso nome: il tuo.
- Con lo stesso dominio fai la posta: info@carrozzeriarossi.it dà più fiducia di un indirizzo gmail.
- Nessuno ti confonde con un concorrente.
I contro.
- A chi non ti conosce non dice né cosa fai né dove, se il nome è solo un cognome.
- Se il nome è molto comune può essere già preso, o confondersi con un omonimo di un'altra città.
Il dominio generico: carrozzerialivorno.it
È il dominio fatto con il servizio più la città, le parole che una persona scriverebbe su Google.
I pro.
- Dice subito cosa fai e dove.
- Chi lo legge in mezzo ai risultati capisce al volo che è pertinente.
I contro.
- Il motivo per cui quasi tutti lo vogliono non regge più. Google ha chiarito più volte, negli anni, che avere la parola cercata dentro il dominio non dà di per sé un vantaggio nei risultati. Contano la pagina, la scheda, le recensioni.
- Sembra un elenco o un portale più che un'azienda, e questo toglie un po' di fiducia.
- Lega il marchio a una città. Se domani lavori anche a Pisa, il dominio ti sta stretto.
- Il cliente si ricorda "carrozzeria livorno", non "Rossi". La volta dopo cerca quelle parole e trova anche i tuoi concorrenti.
- I domini generici buoni sono quasi sempre già presi, oppure li ha comprati qualcuno per rivenderli a caro prezzo.
Allora quale?
Se la tua attività ha un nome, il dominio va sul nome. È la scelta che invecchia meglio.
Il generico ha senso in due casi. Come secondo dominio, che rimanda automaticamente al primo, se lo trovi libero e costa poco. Oppure quando il nome dell'attività è davvero anonimo e non hai intenzione di cambiarlo: in quel caso un dominio che dice cosa fai aiuta chi lo legge.
.it o .com
Per chi lavora in Italia il .it è la scelta naturale: dice subito dove sei, e i clienti italiani lo digitano senza pensarci.
Il .com ha senso se lavori anche con l'estero, oppure se il .it con il tuo nome è già occupato. Il contro è che molti, sentendo il nome al telefono, scriveranno comunque .it: se puoi, prendili tutti e due e fai puntare il secondo sul primo.
Il trattino
carrozzeria-rossi.it si legge meglio scritto, ed è spesso libero quando la versione attaccata è presa. Il problema arriva al telefono: diventa "carrozzeria trattino rossi", e una parte delle persone il trattino se lo dimentica. Se la versione senza trattino è libera, prendi quella.
Il test dello spelling
Prova a dettare il dominio a qualcuno al telefono. Se ti trovi a fare lo spelling, o a dire "tutto attaccato, con la kappa", è troppo complicato. Un dominio buono si capisce alla prima.
Gli accenti
Il .it accetta anche le lettere accentate, ma quasi nessuno le digita in un indirizzo. Se l'attività si chiama Caffè Centrale, il dominio da usare è caffecentrale.it. Se registri anche la versione con l'accento, falla puntare su quella senza.
A nome di chi è registrato
È la domanda che quasi nessuno si fa finché non serve. Molte attività scoprono, il giorno in cui vogliono cambiare fornitore, che il dominio è intestato all'agenzia che ha fatto il sito, a un cugino o a chi gestiva il locale prima.
Due cose da sapere oggi, non il giorno in cui servono: a nome di chi è il dominio, e come ottenere il codice per trasferirlo, che per i domini .it si chiama AuthInfo. Se nessuno è in grado di dirtelo, il dominio di fatto non è nelle tue mani, e con lui il sito e la posta.
Nel nostro servizio il dominio lo registriamo noi, ma è tuo: puoi chiedere di trasferirlo a te in qualsiasi momento, anche il primo mese, a un costo fisso scritto nelle condizioni.
Comprare anche le varianti?
Il pro è che nessuno te le porta via, e chi sbaglia a scrivere arriva comunque da te. Il contro è che ogni dominio è un costo che si rinnova ogni anno. Una regola ragionevole: prendi le varianti che la gente sbaglierebbe davvero, cioè il .com e la versione senza accento. Il resto lascialo stare.
In breve
Il dominio va sul nome dell'attività, corto, senza trattini se puoi, facile da dettare. Il generico con la città non ti fa salire su Google e ti lega a un posto. E prima di tutto: assicurati di sapere a nome di chi è.
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Se preferisci non occupartene tu, guarda come lo gestiamo noi e le condizioni di servizio.